NewsEmorroidi: cosa sono, perché compaiono e come trattarle

20 Marzo 2025

Le emorroidi sono un disturbo tanto diffuso quanto spesso sottovalutato. Fastidiose, talvolta dolorose, possono influire sulla qualità della vita, ma per fortuna esistono soluzioni efficaci per prevenirle e trattarle.

Capire cosa sono e perché si manifestano è il primo passo per affrontarle con consapevolezza.

Cosa sono le emorroidi

Le emorroidi sono strutture vascolari situate nel canale anale, presenti in ogni individuo. Quando però queste vene si gonfiano o si infiammano, possono causare una serie di sintomi spiacevoli. Si parla quindi di “malattia emorroidaria”, una condizione che può manifestarsi con dolore, prurito, sanguinamento e, nei casi più gravi, prolasso.

Le emorroidi si distinguono in interne ed esterne, a seconda della loro posizione rispetto all’orifizio anale. Le prime sono meno visibili ma spesso responsabili di sanguinamenti, mentre le seconde possono essere percepite come noduli dolorosi al tatto, soprattutto durante la defecazione.

Le cause più comuni

Non esiste una causa unica, ma diversi fattori che possono favorire l’insorgenza delle emorroidi. Uno dei principali è la stipsi cronica, che porta a sforzi ripetuti e prolungati durante l’evacuazione. Anche la sedentarietà, la scarsa idratazione, una dieta povera di fibre e la gravidanza possono aumentare il rischio. Inoltre, il passare degli anni comporta una naturale perdita di tono dei tessuti, che può contribuire alla comparsa del disturbo.

In alcuni casi, anche una predisposizione genetica può giocare un ruolo, così come il sovrappeso e l’abitudine a sollevare carichi pesanti.

I sintomi da non ignorare

Il sintomo più frequente è il sanguinamento, generalmente indolore, che può comparire durante o dopo l’evacuazione. Molti pazienti notano tracce di sangue rosso vivo sulla carta igienica o nelle feci. Altri segnali includono prurito, bruciore, dolore nella zona anale e la sensazione di evacuazione incompleta.

Quando le emorroidi diventano esterne o prolassano, è possibile avvertire la presenza di uno o più noduli.

È importante consultare il medico o il farmacista di fiducia per una corretta diagnosi, evitando il fai da te soprattutto in caso di sanguinamento, che potrebbe avere anche altre cause.

Come trattare le emorroidi

Il trattamento dipende dalla gravità dei sintomi. Nei casi lievi, cambiare lo stile di vita può fare la differenza. Aumentare l’apporto di fibre, bere almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno, fare attività fisica regolare e ridurre gli sforzi durante la defecazione sono tutte buone abitudini. Anche l’igiene intima gioca un ruolo fondamentale: è meglio evitare saponi aggressivi e preferire detergenti delicati e acqua tiepida.

Per alleviare i sintomi, esistono creme, unguenti e supposte a base di principi attivi lenitivi e antinfiammatori, facilmente reperibili in farmacia. In caso di dolore intenso o infiammazione, il medico potrebbe consigliare anche farmaci per via orale.

Nei casi più avanzati o recidivanti, può essere necessario ricorrere a procedure ambulatoriali (come la legatura elastica o la scleroterapia) o, in ultima istanza, all’intervento chirurgico.

Quando rivolgersi al medico

Anche se nella maggior parte dei casi le emorroidi si risolvono con trattamenti locali e correzioni dello stile di vita, è fondamentale non trascurare i sintomi persistenti o insoliti. Il sanguinamento rettale, in particolare, merita sempre un approfondimento medico, per escludere patologie più serie come polipi o tumori del colon-retto.

Convivere con le emorroidi senza tabù

Le emorroidi non devono essere un argomento di cui vergognarsi. Sono un disturbo comune, che colpisce uomini e donne di ogni età. Parlare apertamente con il farmacista o il medico è il primo passo per ricevere consigli utili e indicazioni sui prodotti più adatti, evitando il peggioramento della situazione.

Prendersi cura del proprio benessere intestinale, adottare uno stile di vita sano e ascoltare i segnali del corpo sono le armi migliori per prevenire e gestire efficacemente questo disturbo.